La prima volta che mi hanno scopato 2 amici

Non so dire esattamente quando è successo. Forse quando mi sono tolta le scarpe. Forse quando ho visto gli occhi di Leo scendere sulle mie gambe, lenti, come mani invisibili. O forse era già successo da ore, da sempre.

Eravamo noi tre. Come sempre. Io e i miei 2 amici di sempre.
Ma quella notte… c’era qualcosa nell’aria.

Il mio vestito era corto, nero, aderente. Lo avevo scelto per farli impazzire. E funzionava: Leo non smetteva di guardarmi, e Sam… Sam mi guardava come se mi stesse aspettando da mesi.

Mi sono buttata sul divano, le gambe nude sul velluto, la pelle ancora calda di musica e alcol. Leo si è seduto vicino, troppo vicino. Il suo jeans ruvido ha sfiorato la mia coscia nuda e mi ha attraversato un brivido.

«Sei ancora carica?» mi ha chiesto.

Non ho risposto subito. Ho alzato lo sguardo su Sam. Era in piedi, appoggiato al muro, il bicchiere in mano. Aveva la camicia sbottonata, il petto appena visibile. La luce del salotto gli tagliava il volto in due: una metà ombra, una metà fuoco.

«Avete presente come ci guardavano tutti, stasera?» ho detto. La mia voce era più bassa, più lenta. Avevo bisogno di sentire come l’avrebbero presa.

Leo ha riso. Sam no. Sam mi ha guardata negli occhi. Poi è venuto verso di me.

Quando mi ha baciata, il mondo ha rallentato. Le sue labbra erano morbide, calde, sicure. Le sue dita hanno trovato la mia nuca, tra i capelli sciolti.

E Leo?

Leo non si è tirato indietro. Anzi. Le sue mani hanno trovato la mia pelle con una naturalezza inquietante. Una carezza dietro il ginocchio. Un’altra lungo la mia coscia. Poi le dita sotto il bordo del vestito, sfiorandomi.

Ho gemuto contro la bocca di Sam. Un suono basso, crudo, che non avevo programmato. Ma non mi importava più. Il controllo era un’illusione. E io volevo perderlo, con loro due.

Loro erano caldi, decisi. Diversi.

Leo era fuoco, diretto, affamato. Il suo corpo era forte, ma sempre attento, come se sapesse quanto poteva spingere, quanto poteva spingersi… prima che io lo implorassi di più.

Sam era l’opposto. Calmo. Letale. Mi guardava mentre mi toccava. Come se ogni mio respiro fosse una risposta. Come se stesse leggendo il mio corpo meglio di quanto io stessa potessi fare.

E io? Io ero lì, tra loro. Tra mani e bocche e pelle. Tra respiri e desideri. Nuda prima ancora di essere spogliata.

Le mani di Leo erano ovunque. Sulle mie cosce, sotto il vestito, tra le gambe. E io glielo stavo lasciando fare. Glielo stavo facendo fare. Anzi… lo stavo guidando.

Il tessuto mi stringeva i fianchi. Era ancora su di me, ma serviva solo a farlo impazzire.

Sam era davanti a me, in piedi, e si era sbottonato la camicia completamente. Non serviva che parlasse. Bastava guardarlo. Petto scolpito, pelle liscia e scura, una vena sottile che gli correva lungo il braccio destro, tesa. Aveva le mani ferme sui miei fianchi, ma lo sguardo incollato ai miei seni, che Leo aveva appena liberato dal vestito.

Avevo i capezzoli duri, esposti, e i loro sguardi mi stavano bruciando la pelle.

Leo li ha presi con le mani. Nessuna delicatezza adesso. Li stringeva, li baciava, ci giocava con la lingua. Io gemevo senza più vergogna.

Sam si è chinato davanti a me e ha infilato la testa sotto il vestito.
L’ho sentito subito, la sua bocca calda e decisa dove la volevo.
Una lingua lenta, precisa. Leccava, succhiava, mi apriva con sicurezza.
Il suono era umido, sporco. Il mio respiro era un singhiozzo spezzato.
Mi teneva le cosce aperte, forti, mentre io mi lasciavo andare contro il petto di Leo.

Mi stavano usando, sì. Ma ero io a comandare.
Io li volevo lì. Così. Presi da me. Persi nel mio corpo.

Leo mi ha fatto voltare. Mi ha tirata su, in piedi, e mi ha baciata con foga. Le mani sulle mie anche, poi sul culo, che stringeva senza freni. Mi ha fatto sentire il suo cazzo duro contro il fianco. Era pronto da tempo, lo sentivo palpitare anche attraverso il jeans.

«Voglio guardarti mentre lo prendi in bocca,» mi ha detto all’orecchio, mentre Sam si stava rialzando.

E io non ho risposto.
Mi sono inginocchiata davanti a Sam, guardandolo negli occhi.
Lui si è slacciato i pantaloni senza dire una parola.

Ha lasciato cadere i pantaloni lentamente. Nessuna fretta.
Il suo sguardo era fisso su di me, ma non mi sfidava. Mi aspettava.
Il suo cazzo era già pieno, duro, e quando è rimasto completamente nudo davanti a me, ho sentito il corpo reagire prima ancora della testa.

Mi sono inginocchiata tra le sue gambe, le ginocchia affondate nel tappeto.
L’ho preso in mano con calma, osservandolo. Caldo, pulsante, perfettamente liscio. Ho fatto scivolare la lingua sulla punta, poi lungo l’asta, umida, decisa.
La sua pelle tremava appena sotto il tocco.

Quando l’ho preso in bocca, ho sentito il primo gemito spezzato da sopra di me.
Mi ha poggiato una mano sulla nuca, senza forzarmi, ma con quel controllo che eccita più di qualsiasi comando. Io ho aumentato il ritmo, lo sguardo fisso su di lui, godendomi ogni reazione.
La bocca piena. La gola che si allargava un po di più ogni volta.

Alle mie spalle, Leo si muoveva.
Sentivo i suoi passi, il suono metallico della zip, poi la sua mano che mi scopriva il culo.
Mi ha tirato su il vestito fin sopra la vita e le sue dita mi hanno sfiorato da sotto.
Già bagnata. Già pronta.
Lo sapeva. Lo sentivo nel modo in cui ha spinto le dita dentro di me, con fermezza, come se il mio corpo fosse suo da sempre.
Due dita, poi tre, rapide. Mi ha aperta così, con quella fame che aveva trattenuto troppo.

La sua bocca è arrivata subito dopo, tra le mie gambe, affamata. La lingua mi ha leccata con decisione, col ritmo preciso di chi conosce bene quel tipo di sete.
Io intanto continuavo a succhiare Sam, con più foga. Il piacere che mi dava Leo mi faceva muovere più veloce, più sporca, più affamata anche io.

Quando Sam ha tirato indietro la testa e ha detto «Fermati, o vengo adesso», ho sorriso con la bocca ancora avvolta intorno a lui.

Leo mi ha alzata di scatto. Mi ha afferrata per la vita e mi ha fatto piegare in avanti sul divano, mentre si spogliava del tutto dietro di me.
Mi sono girata appena per guardarlo: il corpo scolpito, il petto lucido, il cazzo teso tra le dita.
Mi ha sfiorato con la punta, ha premuto una volta, poi è entrato.

Nessuna esitazione.
Tutto dentro.
Forte.

Ho ansimato, sorpresa e piena.
Mi ha preso con un ritmo feroce, le mani strette sui miei fianchi, mentre Sam si è avvicinato di nuovo davanti a me.
Mi ha preso il viso tra le mani, e io ho spalancato la bocca senza bisogno che dicesse nulla.
Di nuovo. Dentro.
Senza interruzioni.

Mi muovevano a tempo, uno dietro, uno davanti.
Mi sentivo invasa. Completamente.
E ogni secondo… ne volevo ancora.

Sono @eroticpolpo

28 anni vissuti nel mondo digitale. Di notte non dormo e scrivo libri e racconti erotici con lo pseudonimo di Damian Margi. @eroticpolpo è il blog dove raccolgo tutte le mie creazioni.

Seguimi