La prima gangbang di Giulia

La luce calda del tramonto filtrava ancora dalle finestre del piccolo appartamento di Claudia, tingendo d’arancio i bicchieri mezzi vuoti sul tavolo. Erano al terzo spritz, forse al quarto. A quel punto le parole uscivano più morbide, le risate più facili, e il caldo sembrava essersi appiccicato alla pelle.

Giulia era sdraiata sul divano con le gambe nude accavallate, il vestitino leggero risalito sulle cosce senza che lei facesse nulla per rimetterlo a posto. Aveva un corpo morbido, pieno nei punti giusti, una di quelle figure che non avevano bisogno di ostentare nulla per attirare lo sguardo. I fianchi disegnavano una curva lenta sotto la stoffa sottile, la vita si stringeva appena prima di risalire verso il seno, che il vestito conteneva a fatica ogni volta che lei si muoveva o rideva.

Aveva le guance arrossate, le labbra lucide di spritz, e quell’aria svagata di chi ha smesso da un pezzo di controllarsi allo specchio. Il vestito non le stava addosso: le scivolava, le cedeva, la seguiva in ritardo. Ogni suo movimento sembrava spostare il limite un po’ più in là, senza che lei facesse nulla per fermarlo.

Claudia, seduta per terra di fronte a lei, la osservava con quel mezzo sorriso che aveva sempre quando capiva che l’amica stava per dire qualcosa di grosso. Era diversa da Giulia: più asciutta, più tonica, con un corpo compatto e nervoso, fatto di linee tese e piccoli muscoli che si intuivano sotto la pelle. La canottiera nera le aderiva al seno senza lasciare molto spazio all’immaginazione, e i pantaloncini corti scoprivano gambe lunghe, forti, piegate sotto di sé con una naturalezza quasi arrogante.

Giulia sembrava fatta per essere guardata, toccata, desiderata senza fretta. Claudia, invece, sembrava una di quelle donne che non concedono nulla per sbaglio. Anche lì, seduta scalza sul tappeto, con un bicchiere in mano e i capelli raccolti alla meglio, aveva addosso qualcosa di deciso, di controllato. Come se sapesse benissimo l’effetto che faceva, ma si divertisse a non darlo a vedere.

«Senti…» cominciò Giulia, mordendosi il labbro inferiore.

Fece una risatina nervosa, quasi infantile, in contrasto con il modo in cui il suo corpo occupava il divano.

«Ti devo confessare una cosa. Ma giura che non mi prendi per pazza.»

Claudia sollevò un sopracciglio, incuriosita. «Giuro.»

Giulia bevve un sorso lungo, come per farsi coraggio. Per un attimo rimase con il bicchiere tra le dita, gli occhi bassi, il sorriso incerto. Sembrava combattuta tra la voglia di dirlo e quella di rimangiarsi tutto prima ancora di cominciare.

Poi inspirò piano.

«Da un po’ di tempo… non riesco a togliermi dalla testa questa fantasia.»

Claudia non disse nulla. Aspettò.

Giulia si passò la lingua sulle labbra, poi rise di nuovo, più piano.

«Tipo… una gangbang.»

Lo disse tutto d’un fiato, come se la parola le fosse scappata di bocca. Subito dopo si coprì la faccia con le mani.

«Oddio. L’ho detto davvero.» La sua voce arrivò soffocata da dietro le dita. «Sembro una pervertita, vero?»

Claudia non rise subito. Rimase a guardarla in silenzio, con un’attenzione nuova. Sotto l’imbarazzo, sotto quella risata messa lì per proteggersi, c’era qualcosa di più scoperto. Non una provocazione buttata lì per gioco. Non solo l’effetto dell’alcol. Era un desiderio vero, rimasto chiuso abbastanza a lungo da farle tremare la voce nel momento in cui finalmente lo diceva.

«Quindi non è solo una battuta» mormorò Claudia.

La sua voce era più bassa del solito.

Giulia sbirciò tra le dita, ancora rossa. «Non lo so. Cioè… sì. Ci penso spesso.»

Abbassò le mani, ma non riuscì subito a sostenere lo sguardo dell’amica. Fissò il bordo del bicchiere, facendolo girare piano tra le dita.

«Mi eccita l’idea di essere al centro» continuò. «Di sentirmi desiderata da più persone insieme. Tutti lì per me. Più mani addosso, più bocche, la confusione… il non capire subito chi mi sta toccando.»

Si fermò, come se avesse appena detto troppo. Il sorriso le tremò appena.

«Perdere un po’ il controllo» aggiunse, più piano. «Ma sapendo di essere al sicuro.»

Il silenzio che seguì sembrò riempire tutta la stanza. Da fuori arrivò il rumore lontano di un motorino, poi il nulla. Solo il tintinnio leggerissimo del ghiaccio nel bicchiere di Claudia.

Lei continuava a fissare Giulia, e stavolta non c’era più ironia nel suo sguardo. Solo sorpresa, curiosità, forse una punta di ammirazione per il coraggio improvviso con cui l’amica si era appena esposta.

Poi sorrise lentamente.

«Cazzo, Giulia» disse infine. «Non pensavo fossi così troia dentro.»

Giulia rise di nuovo, ma questa volta non si nascose. La risata le uscì più roca, più vera, e le lasciò addosso un’espressione nuova. Come se, dopo averlo detto, fosse diventata un po’ meno spaventata dalla propria fantasia.

Guardò Claudia negli occhi.

«Neanche io» disse. «Almeno, non fino a qualche mese fa.»


Qualche settimana dopo, Claudia le scrisse:

«Venerdì sera vieni da me? Ho l’appartamento tutto per me, facciamo una cena tranquilla. Ci sono Marco e un paio di suoi amici, niente di che. Porta il vino se vuoi 😘»

Giulia non ci pensò troppo. Accettò volentieri. Una serata tra amici le sembrava perfetta per distrarsi.

Arrivò venerdì con lo stesso vestitino nero corto della volta precedente, i capelli sciolti e un po’ di trucco. Quando entrò in casa trovò l’atmosfera già calda: luci soffuse, musica, odore di cibo e sigarette.

Oltre a Claudia e Marco c’erano quattro amici di lui: Luca, Matteo, Simone e Davide. Tutti sui 25-30 anni, rilassati, già con qualche birra in corpo.

La cena fu piacevole. Risate, battute, vino che scorreva facilmente. Giulia si sentiva a suo agio, anche se ogni tanto notava gli sguardi dei ragazzi scivolarle sulle gambe o sulla scollatura. Non ci diede peso: era normale.

Dopo cena passarono tutti in salotto. Altre bottiglie aperte. Qualcuno propose il gioco della bottiglia, giusto per ridere.

All’inizio era tutto leggero: baci sulle guance, pegni stupidi, verità imbarazzanti. Poi Claudia, seduta per terra accanto a Giulia, girò la bottiglia e questa si fermò proprio su di lei.

Claudia sorrise, gli occhi brillanti.

«Giulia… verità. Hai mai avuto una fantasia che non avresti il coraggio di confessare davanti a tutti?»

Giulia arrossì violentemente. Si morse il labbro, poi abbassò lo sguardo sul bicchiere che teneva tra le mani.

«Non lo so…» mormorò. «Cioè, sì. Una cosa c’è.»

Claudia non disse nulla. Si limitò a guardarla, con quel sorriso piccolo e complice che Giulia conosceva fin troppo bene.

«È una fantasia un po’… esagerata» continuò Giulia, ridendo piano per l’imbarazzo. «Una di quelle cose che magari immagini, ma poi non diresti mai davvero ad alta voce.»

Marco si appoggiò allo schienale del divano, più attento. Anche gli altri smisero di scherzare.

«Che tipo di fantasia?» chiese Simone, con un mezzo sorriso.

Giulia bevve un altro sorso, ma stavolta più piccolo. Le dita le tremavano appena intorno al bicchiere.

«Tipo… essere al centro» disse infine. «Sentirmi guardata. Desiderata. Da più persone insieme.»

Claudia le appoggiò una mano sulla coscia nuda, sfiorandola piano con il pollice.

«Dillo» mormorò, senza forzarla.

Giulia chiuse gli occhi per un secondo, poi li riaprì. Aveva il viso in fiamme.

«Una gangbang» disse piano.

Giulia si coprì parzialmente il viso con una mano, ridendo per l’imbarazzo.

«Oddio, l’ho detto davvero… Sono una troia, lo so.»

Claudia le appoggiò una mano sulla coscia nuda, accarezzandola piano con il pollice.

«Non sei una troia» disse piano, ma con voce calda. «Sei solo sincera.»

Poi aggiunse, guardando gli altri:

«E loro sono tutti curiosi adesso, vero?»


Marco inclinò leggermente la testa, osservandola con uno sguardo nuovo, più intenso.

«Cazzo… dici davvero?» chiese, la voce bassa e un po’ rauca.

Luca si passò una mano sulla bocca, visibilmente colpito.

«Non me l’aspettavo da te» mormorò, con un mezzo sorriso. «Sembri sempre così… tranquilla.»

Giulia aveva il viso in fiamme. Sentiva il cuore battere forte e un calore traditore che si allargava tra le cosce. Claudia, ancora inginocchiata davanti a lei, le accarezzava lentamente l’interno delle cosce, risalendo piano.

«Allora?» la incalzò dolcemente Claudia. «Vuoi solo dirlo… o vuoi provare cosa si prova?»

Giulia deglutì. Guardò uno a uno i ragazzi, poi abbassò gli occhi.

«Vorrei… provare» rispose quasi in un soffio.

Simone si lasciò sfuggire un respiro più profondo.

«Porca puttana… sei seria.»

Claudia sorrise. Senza fretta, afferrò l’orlo del vestitino di Giulia e cominciò a tirarlo verso l’alto.

«Alza le braccia, tesoro.»

Giulia obbedì, tremando leggermente. Il vestito scivolò via in un colpo solo, scoprendo il suo corpo nudo sotto. I seni pieni e pesanti sobbalzarono liberi, rotondi, con i capezzoli già visibilmente turgidi per l’eccitazione e l’imbarazzo.

I ragazzi rimasero in silenzio per qualche secondo, gli sguardi che scivolavano sul suo corpo.

Matteo si sporse in avanti, la voce più bassa:

«Cristo… sei nuda sotto. Hai un corpo da urlo.»

Marco si umettò le labbra, gli occhi fissi sui seni di Giulia.

«Cazzo, guarda che tette… sono perfette. Pesanti, naturali.»

Claudia le passò le mani sui fianchi, accarezzandola con calma, poi le strinse piano i seni da sotto, mostrandoli agli altri come un’offerta.

«Volete toccarla?» chiese con voce calda, quasi provocatoria.

Giulia rabbrividì visibilmente. Claudia le fece scivolare una mano tra le gambe, sfiorandola da sopra le mutandine.

«È fradicia» annunciò con un sorrisetto. Poi guardò Giulia negli occhi: «Toglitele. Fagli vedere quanto ti eccita l’idea.»

Con le mani che tremavano, Giulia sollevò i fianchi e fece scorrere le mutandine nere lungo le gambe. Appena le sfilò, l’odore della sua eccitazione si diffuse chiaramente nell’aria.

I ragazzi la guardavano con fame crescente.

Marco si alzò lentamente, slacciandosi il primo bottone dei jeans.

«Sei davvero una piccola porca, eh?» disse, la voce più bassa e sporca di prima.

Marco si alzò lentamente, slacciandosi il primo bottone dei jeans senza fretta. Il suo sguardo era calmo, ma pesante. Si avvicinò a Giulia e rimase in piedi davanti a lei, dominandola dall’alto.

«Sei davvero una piccola porca, eh?» disse piano, quasi con stupore. «Stai qui nuda, con la fica che ti luccica, davanti a cinque uomini che fino a un’ora fa ti davano del tu e basta.»

Giulia non rispose. Aveva il respiro corto, le guance rosse, e le mani strette sui cuscini del divano. Sentiva ogni sguardo sulla pelle come una carezza ruvida.

Claudia le accarezzò l’interno coscia con le dita, lentamente, quasi con tenerezza, ma la sua voce era bassa e provocatoria:

«Aprile un po’ di più le gambe, Giulia. Fagli vedere bene quanto sei eccitata.»

Giulia esitò solo un secondo, poi obbedì. Aprì le cosce con vergogna, esponendo la fica gonfia e lucida. L’odore dolce e caldo della sua eccitazione si sparse nell’aria.

Luca si avvicinò per primo. Non disse niente. Si limitò a chinarsi e a prenderle un seno nella mano, soppesandolo, stringendolo con forza crescente finché Giulia non emise un piccolo gemito strozzato.

«Sono morbide… ma pesanti» mormorò, come se stesse parlando di un oggetto. «Perfette da usare.»

Matteo si sedette accanto a lei sul divano e le infilò una mano tra i capelli, tirandole la testa di lato con decisione.

«Guardami» ordinò piano.

Quando Giulia alzò gli occhi, lui le diede uno schiaffetto leggero sulla guancia, più umiliante che doloroso.

«Brava. Così. Voglio vederti in faccia mentre ti toccano.»

Simone, da dietro il divano, si chinò e le sussurrò all’orecchio, la voce sporca:

«Lo sai che stasera non ti trattiamo come una principessa, vero? Ti trattiamo come quella che sei: una che ha chiesto di essere scopata da un gruppo di maschi.»

Giulia rabbrividì. Sentì la fica contrarsi visibilmente sotto gli sguardi.

Claudia sorrise, soddisfatta. Fece scivolare due dita lungo le grandi labbra di Giulia, aprendole con calma, mostrando l’interno rosa e bagnato.

«Guardate come pulsa» disse agli altri. «Non vede l’ora di essere riempita.»

Davide fu l’unico che non parlò. Si inginocchiò tra le gambe di Giulia, le afferrò le cosce con mani forti e ci affondò la faccia senza preavviso, leccandola con lingua larga e lenta, dal basso verso l’alto, assaporandola con calma quasi crudele.

Giulia sussultò forte, inarcando la schiena. Un gemito lungo e spezzato le uscì dalla gola.

Marco tirò fuori il cazzo già duro, spesso e venoso, e cominciò a masturbarlo lentamente a pochi centimetri dal viso di Giulia.

«Senti che rumore fa la tua fica mentre lui ti lecca?» le disse con un mezzo sorriso cattivo. «Sembra che stai già per implorare.»

Claudia baciò Giulia sul collo, poi le mordicchiò il lobo dell’orecchio e sussurrò:

«Lasciati andare, tesoro. Stasera sei solo carne. La loro carne.»

Giulia era completamente abbandonata sul divano, il corpo morbido e caldo esposto alla luce calda della lampada. I suoi seni si alzavano e abbassavano rapidamente con il respiro affannoso, i capezzoli scuri e turgidi, lucidi di saliva per le mani di Luca e Matteo che continuavano a stringerli e schiaffeggiarli piano. La pelle chiara del suo ventre tremava ogni volta che Davide affondava la lingua dentro di lei. Le cosce erano spalancate al massimo, tenute aperte dalle mani forti di Davide.

Davide aveva la faccia completamente sepolta tra le sue gambe. La lingua larga e calda scorreva lentamente tra le grandi labbra gonfie, raccogliendo i suoi umori densi e trasparenti, per poi risalire e succhiare il clitoride con forza. Ogni tanto infilava due dita spesse dentro di lei, spingendole fino in fondo e curvandole, massaggiando quel punto che la faceva sussultare violentemente. Il rumore osceno e bagnato della sua bocca che la divorava riempiva il salotto.

Marco era in piedi davanti a lei, le gambe leggermente divaricate. Il suo cazzo era grosso, venoso, con una cappella scura e lucida. Lo spingeva lentamente nella bocca di Giulia, andando sempre più a fondo, sentendo la lingua calda e bagnata di lei che lo avvolgeva.

«Cazzo… ha una bocca calda» grugnì, tenendo una mano tra i capelli di Giulia mentre oscillava i fianchi. «Senti come mi succhia? Sta imparando in fretta.»

Luca, seduto alla sua sinistra, stringeva con forza uno dei seni di Giulia. Le sue dita affondavano nella carne morbida, facendola debordare tra le dita. Ogni tanto abbassava la testa e succhiava forte il capezzolo, mordicchiandolo. Matteo, dall’altro lato, faceva lo stesso, ma più aggressivo: schiaffeggiava il seno pesante facendolo ondeggiare, poi lo strizzava con brutalità, godendo nel vedere la carne arrossata.

Simone, dietro il divano, teneva i capelli di Giulia stretti in un pugno, costringendola a tenere la testa inclinata all’indietro per Marco. Con l’altra mano le accarezzava la gola, sentendo il cazzo di Marco che scivolava dentro e fuori.

Claudia osservava tutto con gli occhi lucidi di eccitazione. Si era tolta i pantaloncini e aveva una mano tra le gambe, si toccava lentamente il clitoride mentre guardava l’amica venire usata. Il suo corpo asciutto e tonico era teso, i muscoli delle cosce contratti.

Giulia era un disastro bellissimo. Il viso rosso, le labbra gonfie tese intorno al cazzo di Marco, un filo di saliva che le colava dal mento fino ai seni. Il suo corpo morbido brillava di un leggero strato di sudore. Ogni leccata di Davide la faceva tremare, i fianchi si muovevano da soli contro la sua faccia, cercando di più. I seni ondeggiavano pesantemente a ogni movimento, maltrattati dalle mani dei due ragazzi.

Marco tirò fuori il cazzo dalla bocca di Giulia per un momento, lasciandolo poggiato sulla sua guancia. La cappella lucida di saliva le strisciò sulla pelle.

«Respira, troia» disse con un tono basso e crudele. «Guarda come sei ridotta… tutta aperta e zuppa per noi.»

Giulia ansimava con la bocca aperta, gli occhi lucidi. Riuscì solo a gemere quando Davide spinse tre dita dentro di lei, scopandola più velocemente con la mano mentre succhiava il clitoride con forza.

«Ahh… cazzo… ti prego…» mormorò, la voce rotta.

Claudia sorrise, eccitata dal suono di quell’implorazione.

«Senti come supplica già?» disse agli altri. «La nostra brava Giulia sta scomparendo. Sta venendo fuori la puttana.»

Marco diede due schiaffetti leggeri sul viso di Giulia con il cazzo bagnato.

Claudia si alzò dal bracciolo del divano e si avvicinò a Giulia con uno sguardo carico di eccitazione e controllo. Si chinò su di lei, le prese il viso tra le mani e la baciò profondamente, infilandole la lingua in bocca con possesso, mentre Marco continuava a schiaffeggiarle le labbra gonfie con il cazzo bagnato di saliva.

«Brava, troia» sussurrò Claudia sulle sue labbra, la voce bassa e calda. «Ti stai facendo usare così bene… Mi fai bagnare solo a guardarti.»

Poi si rivolse ai ragazzi, con tono autoritario:

«Fatela girare. Voglio vederla a quattro zampe sul divano.»

Marco e Simone non se lo fecero ripetere. Sollevarono Giulia come se pesasse niente e la misero in ginocchio sul divano, con il culo alto e la schiena inarcata. Il suo corpo morbido era uno spettacolo: i seni pesanti che pendevano verso il basso, il culo rotondo e pieno bene in vista, la fica gonfia e lucida che stillava umori lungo le cosce.

Claudia si mise in ginocchio accanto a lei, una mano sulla schiena di Giulia per tenerla nella posizione, l’altra che le accarezzava il culo.

«Guarda che bel culo che hai…» mormorò Claudia, dandole uno schiaffo secco sulla natica destra. Il suono risuonò forte nella stanza. «Aprile le gambe di più.»

Marco si posizionò dietro di lei. Prese il suo cazzo grosso e lo strofinò tra le grandi labbra di Giulia, bagnandolo con i suoi umori.

«Sei proprio fradicia» disse con voce rauca. Poi, senza altro preavviso, spinse dentro di lei con una sola stoccata profonda.

Giulia emise un gemito forte, quasi un urlo strozzato, mentre il cazzo di Marco la apriva completamente. Le sue pareti interne si contrassero intorno a lui.

«Cazzo… è stretta» grugnì Marco, afferrandola per i fianchi e cominciando a scoparla con colpi lenti ma potenti, facendo sbattere i seni di Giulia a ogni affondo.

Claudia sorrise, visibilmente eccitata. Si chinò sotto Giulia, prese uno dei seni pesanti in mano e lo succhiò con forza, mordicchiando il capezzolo mentre con l’altra mano le strofinava il clitoride.

«Prendilo tutto» le sussurrò Claudia tra un succhiotto e l’altro. «Fatti sfondare come meriti. Voglio sentirti urlare.»

Luca si inginocchiò davanti al viso di Giulia e le infilò il cazzo in bocca senza pietà, spingendo fino a farle toccare la gola.

«Succhialo, puttana. Usa quella bocca mentre ti scopano.»

Giulia era completamente riempita: Marco che la fotteva con forza da dietro, facendole tremare tutto il corpo, Luca che le scopava la bocca con spinte profonde, mentre Claudia le succhiava i capezzoli e le massaggiava il clitoride senza sosta.

Il corpo di Giulia era sudato, i capelli appiccicati alla fronte, le guance rosse. I seni ondeggiavano violentemente a ogni colpo di Marco. Ogni tanto Claudia le dava uno schiaffo sul culo, incitandola:

«Più in alto il culo. Faglielo prendere fino in fondo.»

Simone e Matteo si erano messi ai lati, masturbandosi mentre guardavano la scena. Davide si era spostato e aveva infilato due dita nel culo di Giulia, allargandola mentre Marco continuava a martellarla.

«Tra poco ti apriamo anche questo buco» ringhiò Davide.

Claudia alzò lo sguardo verso Giulia, le tirò i capelli per farle sollevare la testa dal cazzo di Luca e la baciò di nuovo, sporca e profonda, mentre le sussurrava sulla bocca:

«Ti piace essere la nostra puttana di gruppo, vero? Guardati… stai prendendo cazzo da tutte le parti e ancora vuoi di più.»

Giulia riuscì solo a gemere, gli occhi mezzi chiusi dal piacere, completamente persa nella sensazione di essere usata.

Claudia si tirò indietro di qualche passo e si sedette sulla poltrona di fronte al divano, le gambe aperte, una mano tra le cosce mentre si toccava lentamente. Il suo sguardo era fisso su Giulia, affamato e crudele.

«Fermi un attimo» ordinò con voce ferma.

I ragazzi rallentarono, ma non uscirono da lei. Marco teneva il cazzo affondato fino in fondo nella fica di Giulia, immobile, mentre Luca le teneva la testa ferma sul suo membro.

Claudia sorrise, godendo della vista.

«Guardatela bene» disse piano, quasi con meraviglia. «Guardate che troia è diventata la mia migliore amica. A quattro zampe, con il culo per aria e due cazzi dentro. Voglio che ve la godiate mentre la umiliate.»

Marco diede un colpo secco con i fianchi, facendo sobbalzare violentemente Giulia.

«Senti come stringe quando la umiliamo?» rise. «Le piace da morire.»

Claudia si toccava più velocemente, gli occhi che non lasciavano mai il corpo di Giulia.

«Dimmi, Giulia… ti piace sapere che ti sto guardando mentre ti fanno diventare una puttana?»

Giulia gemette intorno al cazzo di Luca, incapace di rispondere. Claudia insistette, la voce tagliente:

«Rispondi, troia. Dimmi quanto ti eccita farti vedere così.»

Luca le tirò fuori il cazzo dalla bocca per permetterle di parlare. Un filo spesso di saliva le colava dal mento fino al seno.

«…Mi piace» mormorò Giulia, la voce rotta dalla vergogna e dal piacere. «Mi piace… che mi guardi.»

Claudia rise piano, soddisfatta.

«Brava. Allora guardami negli occhi mentre ti scopano.»

Marco ricominciò a martellarla con colpi forti e profondi, facendo sbattere i seni pesanti di Giulia. Ogni affondo produceva un suono bagnato e osceno. Il corpo morbido di Giulia tremava, il culo che ondeggiava sotto le spinte.

«Cazzo, guarda che puttana» disse Matteo, masturbandosi lentamente mentre osservava la scena. «Si sta facendo sfondare e gode come una cagna in calore.»

Simone le diede uno schiaffo forte sul culo, poi un altro.

«Muovi questo culone mentre ti fottono. Fai vedere a Claudia quanto sei brava a prendere cazzo.»

Giulia obbedì, spingendo indietro i fianchi contro Marco, mentre guardava Claudia con gli occhi lucidi di umiliazione e eccitazione. Claudia sosteneva il suo sguardo, toccandosi apertamente, due dita dentro di sé.

«Lo vedi quanto sei caduta in basso?» le disse Claudia con un sorriso crudele. «La mia dolce Giulia… ora è solo una bocca e una fica per i miei amici. Ti stanno usando come un oggetto e tu stai colando sul divano.»

Davide si avvicinò e le infilò due dita nel culo senza preavviso, allargandola mentre Marco continuava a scoparla.

«Tra poco ti riempiamo anche qui» ringhiò. «Vuoi farti aprire il culo davanti alla tua amica, vero?»

Giulia gemette forte, il viso rosso di vergogna, ma il suo corpo tradiva quanto la eccitasse quell’umiliazione. Claudia si sporse leggermente in avanti sulla poltrona, senza smettere di toccarsi.

«Più forte» ordinò ai ragazzi. «Voglio vederla piangere di piacere. Voglio vedere la mia migliore amica completamente distrutta.»

Marco aumentò il ritmo, scopandola con violenza, mentre Luca le rimetteva il cazzo in gola fino a farla strozzare. I seni di Giulia oscillavano pesantemente, schiaffeggiati dalle mani di Matteo e Simone.

Claudia era in estasi voyeuristica, gli occhi brillanti mentre guardava ogni dettaglio: il cazzo di Marco che entrava e usciva lucido degli umori di Giulia, la saliva che colava, il corpo sudato e arrossato della sua amica.

«Sei bellissima così» mormorò Claudia, quasi con tenerezza sadica. «Completamente rotta.»


Claudia, con gli occhi che brillavano di eccitazione sadica, diede l’ordine con voce tagliente:

«Mettetela in mezzo. Voglio vederla distrutta.»

Marco si sdraiò e trascinò Giulia sopra di sé con forza, quasi strappandola. Le afferrò i fianchi con violenza e la impalò sul suo cazzo grosso con un colpo secco, affondando fino alle palle.

«Prendilo tutto, troia!» ringhiò.

Giulia urlò, il corpo che si inarcava. Prima che potesse riprendersi, Davide si posizionò dietro di lei e, senza nessun riguardo, spinse il cazzo nel suo culo stretto con una sola spinta brutale.

«Ahhh! Cazzooo!» gridò Giulia, la voce rotta dal dolore e dal piacere.

I due iniziarono a scoparla come animali. Non c’era ritmo, solo violenza. Marco spingeva dal basso con colpi feroci, sbattendo il bacino contro il suo, mentre Davide la martellava da dietro con spinte profonde e rabbiose. Il corpo morbido di Giulia veniva sballottato con forza tra i due, i seni pesanti che sbattevano violentemente.

Claudia si mise proprio accanto al viso di Giulia, le afferrò i capelli con forza e la costrinse a guardarla.

«Guardami mentre ti sfondano i due buchi, puttana» sibilò. «Questo è quello che volevi, no? Farti spaccare come una troia da due cazzi insieme?»

Luca le schiaffeggiò forte una guancia, poi le infilò il cazzo in gola fino a farla strozzare, tenendole la testa ferma mentre la scopava in bocca senza pietà.

«Glottisela tutta, cazzo!»

Matteo e Simone le davano schiaffi sulle tette e sul culo, lasciando segni rossi sulla pelle chiara. Ogni schiaffo era accompagnato da insulti:

«Più forte il culo, troia!» «Stringi quei buchi, puttana!» «Sei solo un buco da sborra stasera!»

Giulia piangeva e gemeva, completamente sopraffatta. Il suo corpo sudato tremava violentemente, schiacciato e usato senza tregua. La doppia penetrazione era brutale: i due cazzi la aprivano in modo osceno, entrando e uscendo con forza, facendola sentire completamente violata.

Claudia le tirò ancora più forte i capelli e le sputò quasi in faccia mentre parlava:

«Piangi pure, tanto lo so che ti piace farti distruggere. Guardati… la mia migliore amica ridotta a un pezzo di carne con tre cazzi dentro.»

Claudia le tirò ancora più forte i capelli, costringendola a guardarla negli occhi mentre Marco e Davide continuavano a sfondarla con violenza, i due cazzi che martellavano senza pietà dentro di lei.

Giulia era un disastro: gli occhi pieni di lacrime di piacere, la bocca aperta, il corpo che sobbalzava brutalmente tra i due ragazzi.

Claudia si morse il labbro, poi fece qualcosa di nuovo. Si tolse velocemente i pantaloncini e le mutandine, rivelando la sua fica rasata e bagnatissima. Si mise a cavalcioni sul viso di Giulia, proprio sopra la bocca, abbassandosi su di lei.

«Leccami» ordinò con voce dura. «Mentre ti distruggono, voglio che lecchi la fica della tua migliore amica.»

Giulia, quasi senza forze, allungò la lingua e cominciò a leccare goffamente la fica di Claudia, che era fradicia. Claudia gemette di piacere e iniziò a muoversi lentamente sui suoi lineamenti, strofinandosi sulla bocca e sul naso di Giulia.

«Così… brava troia. Leccami mentre ti aprono i buchi.»

La scena era diventata ancora più depravata: Giulia veniva scopata con violenza in fica e culo da Marco e Davide, Luca le scopava la gola, e ora Claudia le cavalcava la faccia, usandola come un oggetto per il suo piacere.

Claudia guardava dall’alto il corpo di Giulia che veniva sballottato, i seni rossi di schiaffi, la pelle lucida di sudore e sborra. Si chinò leggermente in avanti e cominciò a schiaffeggiare i seni pesanti di Giulia mentre questa la leccava.

«Più veloce con la lingua!» ringhiò Claudia, eccitatissima. «Fammi venire mentre ti riempiono.»

I ragazzi aumentarono ancora il ritmo, bestiali. Marco e Davide la stavano scopando come se volessero romperla, i cazzi che entravano e uscivano con forza brutale. Luca le teneva la testa ferma, scopandole la gola senza tregua.

Giulia era completamente sopraffatta: leccava la fica di Claudia con disperazione, mentre veniva distrutta da tre cazzi.

Claudia fu la prima a crollare. Iniziò a tremare, strinse forte i capelli di Giulia e venne violentemente sulla sua faccia, bagnandole bocca, naso e mento con i suoi umori mentre gemeva forte.

«Cazzo… sì! Prendila tutta, troia!»

Quell’orgasmo di Claudia sembrò far scattare anche i ragazzi.

Marco ringhiò e le scaricò dentro la fica potenti getti di sborra calda. Davide lo seguì subito dopo, pompando tutto il suo sperma profondo nel culo di Giulia. Luca tirò fuori il cazzo dalla gola e le esplose in faccia, mescolando la sua sborra densa con gli umori di Claudia.

Matteo e Simone si avvicinarono e finirono su di lei, coprendole completamente il seno, la schiena e i capelli di sperma.

Giulia crollò esausta, distrutta, ricoperta di sborra e umori. Il corpo le tremava ancora, con lo sperma che le colava dalla fica, dal culo e sul viso devastato.

Claudia rimase un attimo sopra di lei, respirando affannosamente, poi si spostò. Prese un bicchiere d’acqua, si sedette accanto all’amica e le sollevò delicatamente la testa, aiutandola a bere.

Dopo un lungo silenzio rotto solo dai respiri pesanti, Claudia le accarezzò i capelli appiccicosi e le chiese con un sorrisetto:

«Allora… era questo che intendevi?»

Giulia, con la voce completamente rauca e gli occhi ancora persi, riuscì a sorridere debolmente, il viso sporco di sborra.

«Più o meno…» rispose.

Sono @eroticpolpo

28 anni vissuti nel mondo digitale. Di notte non dormo e scrivo libri e racconti erotici con lo pseudonimo di Damian Margi. @eroticpolpo è il blog dove raccolgo tutte le mie creazioni.

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